Tag Archives: università

Innovazione, i principi attivi

innovazione i principi

Premi all’innovazione, bandi sull’innovazione, startup innovative…. l’innovazione è sulla bocca di tutti ma nella testa di pochi. Anche il nostro blog, da quest’anno, ha iniziato ad affrontare l’argomento. Ma non per unirci al coro o per essere alla moda. Abbiamo deciso di parlare di innovazione perché solo il reale e profondo cambiamento di processi, modi di pensare, contesti di azione, ci permetterà di uscire da questa crisi in cui siamo piombati. La reale innovazione è la medicina che dobbiamo assumere.

Cercate un lavoro normale? Cari miei, avete sbagliato epoca.

AVERAGE

Perché una persona normale, con un’istruzione normale, qualità normali e aspirazioni del tutto normali, oggi non riesce a trovare uno straccio di lavoro che si possa definire “normale”? Lo spiega bene, dalle colonne (digitali) del New York Times, Thomas Friedman in un post uscito a febbraio e ora considerato già un classico: “Average Is Over”. (Noterete che traduco “average”, un po’ con “medio” e un po’ con “normale”, a seconda di come gira meglio la frase.) Se considerate quanto è

La chiave della meritocrazia

università

Quando centocinquant’anni fa, dopo aver fatto l’Italia, ci si mise in testa di fare gli italiani, le scuole erano poche; chi poteva permetterselo studiava a casa, chi non poteva, non studiava. E qualcuno (io no, io non c’ero…) ricorderà un’Italia illetterata che ha iniziato a leggere e scrivere solo grazie alla televisione. Noi come cittadini ci formiamo nelle scuole; al di là della storia e dell’educazione civica. Ci formiamo come approccio alla vita quotidiana, come strumento di comparazione con gli

Alberto Sordi: lo Stato ed il mondo del lavoro

Sordi ed Andreotti

Molti ricordano il film (1983) da cui è tratta questa scena. Troviamo un Alberto Sordi tassinaro che ha l’onore di accompagnare l’onorevole Giulio Andreotti per le vie di Roma. Tra raccomandazioni e ruolo dello Stato nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, questi pochi minuti ci danno un affresco di come era l’Italia circa 30 anni fa. Chissà se poi, oggi, è tutto così diverso…

Gioventù disperata

Gioventù disperata

Parlano con la stessa sicurezza che hanno i bambini quando desiderano ardentemente un giocattolo, le ragazze hanno un’espressione serena quasi dolce, i maschi invece hanno l’espressione torva, con quelle barbe di primo pelo con cui  ottengono l’effetto contrario a quello di farli sembrare più adulti. Erano in tanti ieri a Milano, a Roma e in altre città che gridavano la loro disperazione contro nemici coltivati nella loro immaginazione. Essere giovani e disperati è peggio che essere vecchi e disperati, i