Le innovazioni ad Expo. Cosa ci lascerĂ  Milano 2015?

Andrea Solimene

Andrea Solimene

Due mesi di Expo 2015 e si iniziano a tracciare i primi bilanci dell’esposizione universale che si sta tenendo a Milano. Dati ufficiali Expo rilevano un livello di soddisfazione elevato da parte degli oltre 6 milioni di visitatori (dati mai confermati con certezza) che hanno curiosato tra i padiglioni dell’Expo 2015. Si parla già di successo, considerando soprattutto i ritardi accumulati nel tempo e le critiche dei più scettici. Ad oggi 7 visitatori su 10 consigliano ai loro amici di visitare l’esposizione e 6 su 10 vorrebbero ritornarci. Non male.

L’Expo 2015 nasce per rilanciare il Made in Italy e si contraddistingue dalle passate edizioni per un tema molto delicato: l’alimentazione e l’educazione alimentare. “Nutrire il pianeta, energia per la vita” recita così lo slogan del piĂą grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano sarĂ  una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli. Il 31 ottobre si concluderĂ  l’esposizione ma si sta giĂ  lavorando al post-Expo e all’idea di creare una “valle dell’innovazione” che ospiterebbe alcune facoltĂ  scientifiche.

Quali sono le innovazioni del passato? Cosa ci hanno lasciato le esposizioni universali? Ripercorriamo la storia attraverso alcune delle 34 edizioni riconosciute dal BIE, organismo internazionale che sovrintende all’Expo.

Durante la prima esposizione universale a Londra (1851) fu presentata la pistola a tamburo (il Revolver). A Parigi, solo 4 anni dopo, arrivò il momento della macchina per cucire (la Singer), mentre nel 1876 a Philadelphia furono presentate le prime macchine da scrivere e il telefono.

Nelle due successive edizioni tenutesi sempre a Parigi nel 1878 e 1889 vennero mostrati al pubblico il megafono, il fonografo, un motore a energia solare per creare ghiaccio e le prime automobili alimentate a gasolio. L’esposizione del 1889 ci ha regalato inoltre la Torre Eiffel, monumento realizzato per celebrare il centenario dalla Rivoluzione Francese e simbolo della Francia. Ritenuta inizialmente poco valida esteticamente, la torre è ad oggi una delle icone architettoniche più sostenibili al mondo grazie al sistema di turbine in grado di catturare energia eolica, l’impianto di illuminazione a LED e il complesso di pannelli solari termici.

L’edizione del 1893 a Chicago consente di far conoscere al mondo intero il rullino Kodak e il bodybuilding grazie alla diffusione del tapis roulant. La prima esposizione universale in Italia si tenne nel 1906 a Milano dedicata al tema del trasporto e vide come protagonisti i primi sistemi ad aria condizionata. Tra la prima e la seconda guerra mondiale si tennero due eventi a Parigi, con la mostra del Guernica di Picasso, e a New York con la presentazione della televisione. Nel 1958 a Bruxelles, IBM presenta il computer (grande il doppio di un frigorifero) capace di rispondere a domande di storia in varie lingue. L’edizione successiva (1962) si tiene a Seattle con l’inaugurazione dello Space Needle, torre che ricorda un disco volante. Nel 1967 a Montreal viene presentato il videotelefono in bianco e nero (si rivelerà un fallimento nei tre anni successivi). Expo sbarca nel Sol Levante nel 1970 con l’esposizione ad Osaka, edizione in cui viene mostrato al pubblico il primo telefono cellulare.

Le edizioni successive hanno invece fatto registrare molte critiche per via degli eccessivi costi sostenuti dagli enti organizzatori e per l’assenza di piani post-Expo con l’abbandono delle aree dedicate all’esposizione, ora in pieno degrado (Siviglia 1992). Shangai 2010 è da ricordare come l’edizione con il maggior numero di visitatori (circa 73 milioni) grazie agli oltre 190 Paesi partecipanti. E Milano? Attendiamo il 31 ottobre.