Le community: strumento per collaborare in azienda

Andrea Solimene

Andrea Solimene

Se si cerca il significato di “community” su Google, il primo risultato che compare è il seguente: “Gruppo di utenti di Internet che si scambiano messaggi e partecipano a forum di discussione su argomenti di comune interesse.” Spesso le community vengono utilizzate per condividere passioni, interessi e chiedere informazioni soprattutto per tutto ciò che è attinente alla vita personale. Esistono community dedicate agli amanti della cucina, agli hobbysti, agli appassioniti di tecnologia, ai viaggiatori del mondo. E se le utilizzassimo anche per lavoro?

 

Le community non sono altro che degli spazi virtuali per avviare e stimolare una discussione e potrebbero essere utili per aggiornare i colleghi o i partner con news di rilievo, o semplicemente per richiedere informazioni e porre quesiti. Le community offrono la possibilità – e il vantaggio – di avviare delle conversazioni interattive: l’inserimento del messaggio (foto, testo, video), come anche la visualizzazione dei commenti successivi, è di estrema immediatezza. In azienda si stanno diffondendo queste pratiche, preferendole alle email che, purtroppo, non garantiscono un flusso di comunicazione lineare e chiaro.

 

Siete consapevoli della confusione che si crea nelle conversazioni generate da email? Guardate questo video.. vi ritrovate? C’è sempre il dubbio se rispondere solo al mittente o se considerare anche altri collaboratori o, addirittura, un intero gruppo di lavoro. La conversazione viene spesso interrotta, duplicata, rivista, integrata. Impossibile da seguire, soprattutto quando la firma a piè email è lunga più di dieci righe (a tal proposito, evitiamo di stampare le email!). In una community tutto ciò non succede. I messaggi sono diretti,  sono riportati e raccolti in ordine cronologico e visualizzabili da tutti gli interessati.

 

Un fattore chiave della community è la gestione della comunicazione e la sicurezza dei contenuti. Solitamente le community sono gestite da uno o più amministratori (community manager) che monitorano il flusso delle conversazioni e ne salvaguardano l’integrità morale. La netiquette, un insieme di regole che disciplinano il comportamento all’interno della community, è il principale strumento utilizzato per gestire i membri e, spesso il mancato rispetto della stessa, comporta l’esclusione dalla community.

 

Nell’ebook The Smart Working Book scritto in collaborazione con i miei soci in Seedble, ho evidenziato alcuni suggerimenti sull’utilizzo efficiente delle community in azienda. Riporto qui le principali piattaforme di social networking aziendale.

 

  • Yammer: il social network di Microsoft per le aziende. Yammer consente di connettersi ai colleghi, di condividere informazioni e instaurare conversazioni ed è progettato per prendere rapidamente decisioni, facilitare la gestione dei reparti, completare le attività e condividere progetti. Oltre l’85% delle 500 aziende inserite nell’elenco Fortune ha fatto ricorso a Yammer per la creazione di un ambiente collaborativo di successo.

 

  • Facebook: quest’anno (2015), Mark Zuckerberg ha annunciato che circa 700 milioni di utenti usano regolarmente i gruppi di Facebook e il numero è in continuo aumento. Inoltre, Facebook ha lanciato Facebook at Work a cui si può accedere solo su invito. basato sulle funzionalità classiche di Facebook.

 

  • Google Plus: Il social network di Mountain View offre uno strumento collaborativo di rilievo, soprattutto se integrato con Google Apps. Il pacchetto di applicativi Google sono sempre più progettati e orientati al business e, a differenza dei gruppi Facebook, consentono di organizzare al meglio le informazioni attraverso la creazione di categorie nelle community.

 

  • LinkedIn: È un network online per professionisti. Con oltre 300 milioni di membri iscritti connette worker ed aziende di tutto il mondo. Di recente sta introducendo diversi meccanismi di socializzazione per consentire una maggiore interazione tra i membri. La community rappresenta il principale strumento per ampliare il proprio network e apprendere/condividere conoscenza.

 

Non dimentichiamo Slack, la piattaforma collaborativa di cui abbiamo già discusso in un recente blogpost. Le alternative sono tante, occorre solo scegliere.

 

Andrea Solimene