I vantaggi per le assunzioni a tempo indeterminato

Rossana Lonero

Rossana Lonero

La Legge di stabilità del 2015 [1] ha previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro in relazione alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato che avvengano nel corso del 2015. Il beneficio – che si applica a tutti i datori di lavoro privati, anche ai datori di lavoro agricoli con una disciplina specifica e a quelli che non svolgono attività imprenditoriale, quali associazioni culturali, politiche, sindacali o di volontariato, studi professionali, ecc. – è rivolto all’assunzione di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, risultino privi di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

La natura è quella di incentivo all’occupazione, finalizzato a ridurre il costo del lavoro in maniera generalizzata, ossia, potenzialmente, nei confronti di tutti i datori di lavoro privati, di qualsiasi settore economico. Il beneficio non rientra, dunque, tra gli aiuti di Stato secondo la disciplina comunitaria [2] in quanto non determina un vantaggio a favore di determinate aree geografiche o tipologie di imprese o settori produttivi.

Allo scopo di evitare che si pongano in essere comportamenti scorretti, si prevede che, per poter fruire dell’esonero contributivo, nei sei mesi precedenti l’assunzione il lavoratore non debba essere stato occupato con contratto a tempo indeterminato, presso qualsiasi datore di lavoro. Inoltre, il Legislatore ha escluso l’applicazione dell’esonero medesimo laddove, nell’arco dei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 2014, il lavoratore abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate, nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo.

L’esonero contributivo non spetta, inoltre, qualora l’assunzione violi il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato nell’ambito di un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine, nonché qualora il datore di lavoro sia interessato da interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga con riferimento alle medesime professionalità per le quali si vuole procedere all’assunzione.

La durata dell’esonero contributivo è stabilita dalla legge in un triennio, con decorrenza dalla data di assunzione del lavoratore, che deve intervenire entro il 31 dicembre 2015.

La misura dell’incentivo è pari all’ammontare dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi INAIL, nel limite massimo di un importo pari a € 8.060 su base annua. L’esonero va applicato entro il limite dei contributi a carico del datore di lavoro. Al fine di agevolare l’applicazione dell’incentivo, la soglia massimo di esonero contributivo, determinata sulla base di 12 mesi, è pari a € 671,66 e, nel caso di rapporti di lavoro instaurati o risolti in corso di mese, la soglia va riproporzionata nella misura di € 22,08 per ogni giorno di fruizione [3]. Nel caso di rapporti di lavoro part-time, la misura delle soglie sopra indicate va riproporzionata in diminuzione sulla base del rapporto tra orario di lavoro ridotto ed orario normale di lavoro.

Il beneficio non si applica con riferimento ai contratti di apprendistato ed ai contratti di lavoro domestico, già soggetti ad aliquote previdenziali in misura ridotta rispetto a quella ordinaria.

Al contrario, l’esonero contributivo spetta anche alle nuove assunzioni a scopo di somministrazione. Ciò che rileva ai fini del diritto all’incentivo è esclusivamente la forma dell’assunzione del lavoratore somministrato, che deve essere a tempo indeterminato, indipendentemente dal contratto di somministrazione stipulato tra Agenzia ed utilizzatore. L’esonero spetta, infatti, anche nel caso di somministrazione a tempo determinato.

Tuttavia, nel caso della somministrazione, il somministratore e l’utilizzatore contano come unico soggetto ai fini della determinazione della durata dei 36 mesi nella fruizione dell’incentivo. Ad esempio, se l’Agenzia ha goduto per 3 mesi della fruizione dello sgravio legato all’assunzione di un lavoratore ed il rapporto si sia successivamente interrotto, il precedente utilizzatore, ora datore di lavoro, avrà diritto a fruire dello sgravio per il medesimo lavoratore solo per i restanti 33 mesi e soltanto a condizione che l’assunzione sia stata fatta dopo almeno 6 mesi dal termine della somministrazione.

Secondo i dati diffusi dal Ministero del Lavoro in data odierna, nel mese di Marzo 2015 vi sono stati 641.572 nuovi contratti di lavoro e 549.273 cessazioni, con un saldo positivo di ben 92.299 unità. Inoltre, rispetto allo stesso mese del 2014, è cresciuta l’incidenza del numero dei contratti a tempo indeterminato sul numero totale delle attivazioni, passando dal 17,5% del 2014 al 25,3%, almeno in parte effetto degli incentivi all’occupazione e delle altre previsioni finora attuate del Jobs Act.

 

[1] Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi da 118 a 124.

[2] Secondo la disciplina degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’UE

[3] Circolare INPS n. 17 del 29 gennaio 2015