Droni: la tecnologia prende il volo

Andrea Solimene

Andrea Solimene

Più di un anno e mezzo fa Amazon, il colosso e-commerce statunitense, annunciava il progetto che prevedeva la consegna dei pacchi direttamente via aria, sfruttando la tecnologia dei droni. Sembra, tuttavia, che Amazon sia stato anticipato da Alibaba, il colosso e-commerce cinese. Secondo quanto riportato da Tech in Asia, un numero ristretto di 450 clienti Alibaba potrà ordinare un particolare brand di tè allo zenzero e ricevere l’ordine in un’ora grazie a droni. Assurdo.

 

Sta per iniziare una nuova era. Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo un po’ le origini dei droni. Per coloro che ancora hanno poca familiarità con questa tecnologia, il drone non è altro che un aeromobile a pilotaggio remoto (APR) contrallato da un computer a bordo del velivolo mediante un telecomando navigatore che ne garantisce il volo. Solitamente è a forma di quadricottero, avendo quattro eliche, e incorpora una fotocamera ad alta risoluzione utilizzata soprattutto per le riprese dall’alto. Qui potete trovare una lista dei migliori 10 droni stilata dal magazine online Wired.

 

Il drone nasce come tecnologia utilizzata in ambito militare per l’esecuzione di missioni di ricerca, di spionaggio e attacco. I primi esemplari di aeromobili senza pilota risalgono alla Prima guerra mondiale (Aerial Target 1916), prototipi sperimentali che venivano controllati mediante tecniche di radio controllo. La prima riproduzione su scala avvenne durante la Seconda guerra mondiale grazie a Reginald Denny, noto attore cinematografico tra gli anni ‘20 e ‘30 che, dopo aver servito l’esercito britannico durante la Prima guerra mondiale, si trasferì negli Stati Uniti per cercar fortuna nel mondo del cinema. Nella sua permanenza americana, coltivò la sua passione per i modelli di aereo radio controllati, e decise di progettare un esemplare per l’esercito statunitense. Il prototipo fu particolarmente apprezzato nei test sperimentali a tal punto da far avviare una produzione di circa 15.000 modelli per l’uso militare. Attualmente i droni hanno sviluppato un livello di tecnologia molto avanzato. Un esempio sono i modelli, chiamati dall’Aeronautica Militare Italiana “Predator”, che monitorano la Penisola Arabica contro eventuali attacchi pirati e sorvegliano i territori controllati dall’ISIS.

 

I droni vengono utilizzati anche per applicazioni civili (missioni di soccorso, prevenzione e intervento contro incendi, sorveglianza oleodotti) e si sta diffondendo in maniera crescente l’uso “amatoriale” tra la gente. Modelli molto più semplici e accessibili, dal punto di vista economico, fanno sognare giovani e meno giovani. E per venire incontro a quello che sarà un nuovo trend, sono in arrivo norme dettagliate per l’utilizzo dei droni. L’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha di recente elaborato una bozza, che sarà aperta a modifiche e suggerimenti fino al 20 aprile e per maggio dovrebbe diventare definitiva. Regole più semplici e meno restrittive per accogliere le richieste delle tante associazioni di settore e appassionati del mondo d’aviazione.

 

Siamo pronti ad alzare lo sguardo al cielo e vedere tanti piccoli droni muoversi nell’aria? Presto ci faremo l’abitudine, per ora ci sono tante incognite. E nel frattempo c’è già chi si immagina un ingresso nel mercato da parte di Apple. Eric Huismann, designer tedesco, ha immaginato un eventuale quadricottero firmato dall’azienda di Cupertino.

 

Andrea Solimene