Come cambiano gli ammortizzatori sociali: 2. la nuova tutela per i CO.CO.PRO.

Rossana Lonero

Rossana Lonero

Il secondo decreto delegato del Jobs Act per il riordino degli ammortizzatori sociali [1] è intervenuto anche con riferimento all’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi.

La DIS-COLL – è questo il nome dato all’indennità dallo stesso decreto – trova applicazione a tutti gli eventi di disoccupazione che interessino i collaboratori a partire dall’inizio del 2015 [2], a differenza della NASpI, che si applicherà con riferimento agli eventi intervenuti a partire dal 1° maggio 2015.

Il Legislatore è intervenuto in materia nonostante il contratto di collaborazione dovrebbe essere abrogato dal decreto legislativo attuativo della delega all’emanazione di un testo organico semplificato di revisione delle forme contrattuali [3], in attesa, dunque, del superamento delle collaborazioni a progetto. La nuova prestazione viene, infatti, espressamente individuata come sperimentale per il 2015, ma si prevede che possa essere estesa oltre detto limite temporale, nel qual caso dovranno essere successivamente stanziate le risorse necessarie al finanziamento del trattamento.

Nonostante la delega indicasse, tra i principi e criteri direttivi, quello dell’universalizzazione dell’ASpI, il Legislatore ha optato per la separazione dei due ammortizzatori, seppur applicando alla DIS-COLL, in quanto compatibili, le norme sulla NASpI.

La prima importante novità è che anche la DIS-COLL avrà una durata: non si esaurirà, infatti, in una corresponsione una tantum, a differenza della precedente tutela per i collaboratori. La platea dei possibili fruitori è, inoltre, ampliata, in quanto non sono più destinatari dell’ammortizzatore solo i collaboratori in regime di monocommittenza, ma tutti i collaboratori, a condizione ovviamente che l’evento interruttivo della collaborazione sia involontario.

Con riferimento ai requisiti per poter accedere alla prestazione, oltre alla necessità che il collaboratore sia disoccupato al momento della domanda (secondo la certificazione dello stato di disoccupazione da parte dei servizi per l’impiego), è essenziale che il collaboratore, se l’evento si verifica nel 2015, abbia versato almeno 3 mesi di contribuzione durante il periodo compreso tra il 1° gennaio 2014 e il giorno dell’evento di cessazione dal lavoro. Inoltre, nell’anno solare dell’evento di cessazione, ossia nel 2015, il collaboratore deve aver versato almeno un mese di contribuzione oppure deve aver avuto un rapporto di collaborazione con durata di almeno un mese (che abbia prodotto un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione).

Preso a riferimento il reddito medio mensile del collaboratore (calcolato sommando il reddito totale imponibile ai fini previdenziali dell’anno di cessazione e dell’anno solare precedente e dividendo l’importo per il numero di mesi di contribuzione o frazione di essi), il calcolo della DIS-COLL è analogo a quello della NASpI. Infatti, qualora il reddito di riferimento così calcolato sia inferiore a 1.195 €, l’indennità sarà pari al 75% del reddito medio mensile calcolato; qualora esso risulti superiore, l’indennità sarà pari al 75% dell’importo di 1.195 €, cui andrà sommato il 25% del reddito che eccede detta soglia. L’indennità non potrà, in ogni caso, superare l’importo di 1.300 € per il 2015.

Come detto, la DIS-COLL non verrà corrisposta in un’unica soluzione, ma spetterà per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione nel periodo di riferimento (ovvero tra 1° gennaio 2014 e la data in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro), entro il limite massimo di 6 mesi. Analogamente che per la NASpI, si prevede una progressiva riduzione mensile dell’indennità, pari al 3%, a partire dal quarto mese di fruizione della stessa.

Con riferimento alla compatibilità dell’indennità con l’inizio di una nuova attività lavorativa subordinata, l’indennità viene sospesa d’ufficio se l’attività ha una durata fino ad un massimo di 5 giorni; nel caso di durata superiore, il beneficiario decade dal trattamento.

Infine, qualora si tratti di una nuova attività di lavoro autonomo, questa è compatibile con la percezione dell’indennità quando il reddito derivante dalla nuova attività sia inferiore al limite fissato per la conservazione dello stato di disoccupazione ovvero non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione, purché entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività lavorativa il percettore comunichi all’INPS il reddito annuo che presume di trarne. L’indennità viene, quindi, decurtata di un importo pari all’80% del reddito previsto, ma detta riduzione viene poi ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Rossana Lonero

[1] D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22

[2] La domanda deve essere presentata in via telematica all’INPS, entro 68 giorni dall’evento di disoccupazione a pena di decadenza

[3] Schema di decreto delegato recante il “Testo organico delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni” adottato in lettura preliminare dal Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2015.