Imprudenti senza ardimento, avidi senza audacia, crudeli senza coraggio

Gabriele Pillitteri

Gabriele Pillitteri

L’ultimo dato dell’Istat annuncia che la produzione industriale nel mese di gennaio è calata di -0,7% verso dicembre 2014 e di -2,2% verso gennaio dello stesso anno. In forte controtendenza il mercato dell’auto con + 35%. Quest’ultima percentuale fa brillare gli occhi a Marchionne, ma alza il fatturato medio; se l’auto non avesse raggiunto quei livelli, il dato negativo di gennaio sarebbe stato peggiore. Le cause di questo perdurante ciclo avverso sono superficialmente raccontate dai media che recitano le solite litanie per eccitare gli animi; ma parole come burocrazia, Euro, costo del lavoro, Europa, politici, banche non suonano più come colpi di frusta sulla schiena dei nemici veri e presunti; il suono di quelle parole, per l’uso eccessivo che ne è stato fatto, è diventato una specie di lamento lugubre. E ci siamo assuefatti, drogati di parole e sensazioni di paura. Avremmo bisogno di altri concetti e parole di verità che non siano soltanto quelle usurate dai mass media e dai conduttori di Talk show. Parole che meglio precisino la provenienza del malessere italiano di marca europea. Me ne sono accorto leggendo “Cuore di Tenebra” e prendo a prestito i tre concetti con cui Conrad descrive nel suo magico racconto le anime dei pellegrini cercatori d’avorio: “imprudenti senza ardimento, avidi senza audacia, crudeli senza coraggio”.

Siamo stati imprudenti, quando abbiamo pensato di risolvere il problema del debito pubblico entrando nella moneta unica. Ci venne meno l’ardimento con cui avremmo dovuto compensare l’imprudenza dell’euro, e non abbiamo fatto, quando si sarebbero dovuto fare 15 anni fa, le grandi riforme che avrebbero potuto evitare il continuo aumento della spesa corrente, la quale ha alimentato, praticamente raddoppiandolo, il debito pubblico: gabbia d’acciaio italiana e lucchetto made in Germany. Dopo la festa è arrivata la quaresima che dura da più di 5 anni e il cavallo disabituato al cibo è dimagrito e lo rifiuta; l’industria non ha più sete né fame e la biada di Draghi, il tanto atteso Quantitative Easing si rivelerà alla lunga inutile.

Abbiamo anche la sfortuna di avere il partner principale dell’Euro, parlo della Germania avida senza audacia. Un’avidità forse congenita con tanto di certificazione dell’algoritmo naturale: il DNA che ha sempre segnalato la natura introversa, timorosa, sospettosa, accumulatrice compulsiva degli abitanti a est del Reno. Hanno grande surplus commerciale e di bilancio eppure stringono la cinghia e vogliono che la stringano con maggior vigore anche i partner. Detto tra noi non è una possibilità da escludere a priori ma per seguirla è necessario una visione che non sia solo quella della Grosse Germania di cui non proviamo alcuna invidia, ma la visione della società italiana. A loro manca l’audacia della visione; forse a causa dell’ultima che hanno avuto, preferiscono accontentarsi e non averne più. Ma noi dovremmo fare uno sforzo di immaginazione, altrimenti non ne usciamo, la crisi si combatte con la visione.

Corriamo il pericolo di diventare crudeli senza coraggio. Avete fatto caso a quante persone, brave spose e ottimi mariti, siano stati folgorati nel giardino di casa dai messaggi della Lega, parole come frecce che fanno bottino elettorale aizzando la crudeltà dei sedentari in pantofole che invocano misure di protezione contro chi ha il naso più largo o il colore di pelle più scuro. Manca il coraggio di voler capire la realtà dei fenomeni migratori e ci si nasconde dietro la crudele negazione dell’evidenza. La crisi si combatte col coraggio delle parole di verità.

Non so che cura bisogna fare per diventare Arditi, Audaci e Coraggiosi, ma se non ci riusciamo siamo destinati a diventare come i pellegrini di Conrad: imprudenti vanno per terre selvagge senza l’ardimento dei pionieri, avidi sfruttano il lavoro degli altri fino all’ultima goccia di sangue, crudeli colpiscono il più debole al quale viene negato il sogno della civiltà.

Gabriele Pillitteri