IL PAESE DEI BALOCCHI 2.0

Gabriele Pillitteri

Gabriele Pillitteri

Durante alcuni recenti incontri con giovani liceali di IV e V scientifico mi ha colpito che quelle giovani menti non abbiano saputo o voluto rispondere alla domanda “Come ti vedi nel futuro?” e neppure a quest’altra “Come immagini il futuro?”.

Va bene che per la prima, essendo di carattere personale, qualcuno abbia pensato di ricorrere allo scudo della privacy, ma per la seconda sarebbe stato sufficiente ricorrere a qualche buona lettura, alle conversazione con amici, a resoconti di vita e di speranze che circolano in famiglia oppure alle idee e alle visioni dei leader che si leggono sui giornali e si ascoltano in televisione.

Ah! Le buone letture della verde etĂ , quelle che non dimentichi perchĂ© sono storie di anime che ti hanno insegnato a credere nell’inossidabilitĂ  della speranza; e le conversazioni con gli amici sull’uscio del portone o ai campetti: calcio, amore e fantasia; e le accese discussioni con il genitore passatista che ostacola e cerca invano di prevenire ogni desiderio di un futuro diversamente concepito da una realtĂ  con i piedi per terra e le radici sotto il pavimento della cucina. Temo che le buone letture e tutto il resto siano state messe all’Indice da quando le giovani menti sono state invase dai social media di cui Facebook è il Re tiranno sollecito e cortese del cazzeggio, che ti ricorda il compleanno di Tizio che hai visto solo in una foto al mare mentre ti sfila la ragazza o di Caio che ti tortura con scherzi e battute durante l’intervallo. Ma ecco la grande trovata: essere sempre in contatto con una moltitudine di “amici” ai quali confidare ogni momento della vita, quello che stai facendo, ascoltando, osservando, e poi mandare foto, pensierini infantili, esclamazioni “bello”, “bellissimo”, consumando aggettivi come fossero caramelle. I ragazzi sono impegnati con il profilo FB a condividere ogni emozione, godere “lo stato soave e la stagion lieta” di un’infanzia che si prolunga fino all’adolescenza. E pensare che solo qualche decennio fa quella dei teens era considerata la stagione infuocata dei teddy boys. Sono talmente occupati con il presente che non hanno stimoli per immaginare il futuro. Gli americani, imitatori di qualitĂ , hanno creato con i social network “Il paese dei balocchi 2.0”.

I leader non parlano del futuro. Sono troppo indaffarati a scrivere sms, polemizzare con nuvole di tweet di 140 caratteri che replicati dai retwittatori di professione diventano campagne mirate di marketing. I comportamenti dei politici sono modelli comunicativi forti. Quello più diffuso è il modello multitasking. Nelle imprese i lavoratori multitasking sono quelli con bassa specializzazione; vengono impiegati in attività ripetitive secondo il precetto che si impara facendo. Il modello è ben rappresentato dal nostro machiavellico leader fiorentino. Guardatelo bene: parla con un tizio a destra e risponde con un gesto al tizio di sinistra, nello stesso momento scrive un sms e risponde a un telefonino che gli passa un assistente. Naturalmente sta camminando a passo svelto e trova il tempo di sorridere alla giornalista che gli si para davanti senza paura di essere travolta da cotanta energia. C’è chi l’ha visto ripetere quei gesti anche in ascensore senza campo. Occupato a fare cose e vedere gente, le idee non hanno il tempo di sedimentare e diventare convinzioni e visioni. Se ponessimo anche a lui la domanda di come immagina la nostra società fra 10 e 20 anni? Perché, amici miei, quello sarà il tempo di governo che le fortunate coincidenze politiche gli ha riservato. Finora nessuno l’ha fatto. Timidi giornalisti, i leader non possono invocare la privacy. Sarebbe giornalismo educativo, si accettano risposte anche per e mail. Ma per favore niente Contratto con gli Italiani, ci basta la sua parola, senza retorica e senza fughe dalla realtà. Le parole del leader.

Sapete a cosa mi riferisco quando parlo di leader. Prendo a prestito le parole del grande maestro di tutti Peter Drucker: coloro che hanno il coraggio che solo le forti convinzioni danno, che hanno la volontà di elaborare audaci ed efficaci politiche e che hanno l’abilità comunicativa di mobilitare la visione delle persone verso il conseguimento di importanti obiettivi scaglionati nel futuro prossimo e venturo. Sono leader coloro che parlano al cuore e alla coscienza dei cittadini, ai quali mostrano la visione della società che vorrebbero realizzare.

GABRIELE PILLITTERI