Scenari 2015 – Ottimismo nonostante tutto?

Stefano Magliole

Stefano Magliole

Il 2015 ormai si è fatto strada prepotentemente nella nostra quotidianità. E l’ha fatto con la violenza che leggiamo ogni giorno sui quotidiani o con le immagini che scorrono davanti alla nostra cena. Il 2015 ci ha già dimostrato che non sarà un anno semplice: terrorismo, crisi dell’euro, minacce alla salute (nonostante non sia più sui giornali, ebola non è ancora stata debellata) e chi più ne ha più ne metta.

No, il 2015 sarà un anno complicato. Difficile essere ottimisti quando la parola “crisi” è ormai un’abitudine; difficile essere ottimisti quando la paura ha ormai un enorme vantaggio sulla fiducia. Eppure dobbiamo guardare avanti.

Abbiamo individuato 5 ragioni per poter essere ottimisti. Secondo il Censis, infatti,  il 63% degli italiani prevede che la situazione economica del Paese nel 2015 migliorerà o resterà stabile mentre il 71% è fiducioso sulla propria condizione economica.

  1. Il PIL: i consumi a Novembre sono saliti. Di poco (0,1%), ma hanno invertito la tendenza. Il nostro prodotto interno lordo che tanto ci fa soffrire, soprattutto se confrontato con il debito pubblico, sta dando segnali positivi. Segnali che si dovrebbero manifestare già dal primo trimestre secondo le stime della Banca d’Italia. E’ vero, si tratta di stime, di previsioni, di sensazioni; per il momento non c’è niente di concreto. Ma sono quelle stime, quelle previsioni e quelle sensazioni che hanno fatto sì che Pierre Moscovici, Commissario Europeo per gli affari economici e monetari (il ministro dell’economia europeo, per intenderci) accettasse le condizioni italiane di ripristino del debito. Fattori che danno il via ad un possibile circolo virtuoso.
  1. L’evasione fiscale: durante un recente convegno a Milano sulla fiscalità d’impresa, Rossella Orlandi, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che nel 2014 i capitali recuperati dalla lotta all’evasione fiscale sono in aumento: “Sulle somme esatte nessuno lo sa con certezza”, ma sicuramente “gli importi sono molto alti”, tanto che “noi siamo convinti che dovremo affrontare un superlavoro e ci stiamo attrezzando in questo senso proprio perché dovremo fare un controllo di ogni istanza e di ogni cifra che rientra”. Se per il 2013 sono stati recuperati 13 miliardi di Euro, per le cifre esatte del 2014 dovremo aspettare ancora un po’ di tempo.
  1. Il ritorno al credito: secondo l’Abi (Associazione bancaria italiana), i finanziamenti sono tornati a crescere, sia per le imprese che per le famiglie. Anche qui parliamo di piccoli incrementi (0,1% in più tra Dicembre 2014 e lo stesso mese dell’anno precedente). Ma, analizzando nel dettaglio, i prestiti alle imprese sono cresciuti del 2,2% nel corso del 2014. E, chiaramente, è proprio questa tipologia di prestiti che può dar vita a risultati economici positivi più ampi.
  1. L’economia sostenibile: il mondo della green economy e del business socialmente responsabile è in crescita; non è solo questione di attenzione da parte dei consumatori ma, visti gli ultimi dati, anche da parte degli investitori. In Europa la crescita degli investimenti tra il 2011 ed il 2013 è stata del 132% per il mondo dell’impact investing (aziende con scopi sociali o green). In Italia sono i fondi pensione i maggiori investitori nel settore secondo i dati raccolti dal Forum per la Finanza Sostenibile.
  1. L’economia digitale: il 2014 si è chiuso con un incremento del 17% nel commercio elettronico in Italia. In termini concreti, significa 13 miliardi di Euro rispetto agli 11 del 2013. Si tratta di una crescita ridotta rispetto ad altri mercati, non c’è dubbio. Ma le aziende italiane stanno iniziando a sentire l’esigenza degli investimenti nell’innovazione digitale soprattutto per il mondo del mobile. E il made in Italy sarà sempre più elemento di traino in questo mondo virtuale. Per il 2015 si prevede una crescita ulteriore del 15%.

 

Dobbiamo guardare avanti, si dice. Dobbiamo fare lo sforzo di trovare degli appigli su cui fare forza per continuare a scalare questa montagna. Perché, per quanto alta, una vetta c’è sempre. E da lassù si gode un gran bel panorama.