Smart city, startup e digitalizzazione della PA: il bilancio 2014 dell’Agenda Digitale

Andrea Solimene

Andrea Solimene

L’anno appena trascorso verrà ricordato per la canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, per il 7-1 della Germania al Brasile nella semifinale del Mondiale giocata in casa dei verdeoro, per gli scontri in Crimea e Siria, per i misteri che hanno coinvolto i due voli della Malaysia Airlines, per l’immissione della nuova banconota da 10 euro e per il primo colloquio tra Obama e Raul Castro per porre fine all’embargo contro Cuba.

Il 2014 sarà ricordato anche per esser stato l’anno di Renzi, il più giovane premier al governo del nostro Paese, e delle sue riforme. Un anno polemico che ha dato speranza a molti giovani italiani ancora troppo scettici sul futuro. Un anno in cui parole come smart city, start-up e cloud sono entrate nel linguaggio comune, il Jobs Act ha avviato la riforma del lavoro e l’Agenda Digitale ha raccolto i primi timidi risultati.

Nonostante sia diffusa la convinzione che l’Italia proceda a rilento nel processo di rinnovamento dell’intero sistema (infrastrutture, modelli, servizi al pubblico, ecc..), l’istituzione dell’Agenda Digitale ha permesso di sensibilizzare un gran numero di persone su tematiche quali smart city, start-up e digitalizzazione della PA. Vediamo in breve qualche risultato.

Smart City. L’anno si chiude con gli ottimi risultati raggiunti dall’Osservatorio Smart City (osservatoriosmartcity.it/) dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che ha visto la partecipazione attiva di 61 città, oltre 1000 progetti presenti per un valore complessivo prodotto di 4 milioni di euro. Milano, Torino, Genova, Bologna e Bari le città italiane apripista con il capoluogo piemontese che si candida a buona prassi nazionale grazie all’esperienza accumulata con Master Plan SMILE che ha prodotto 45 idee e 60 progetti che vanno dall’efficienza energetica, monitoraggio e riqualificazione degli edifici pubblici, mobiltà sostenibile e condivisa. A livello nazionale la strada è ancora lunga, ma dopo gli sprechi degli anni passati si iniziano a vedere i primi casi di successo.

Start-up. L’Italia si è dimostrata essere un paese per startup (almeno sulla carta). Secondo i dati del report “Who is who” elaborato da Italia Startup, si registra un incremento del numero di startup innovative (per approfondimenti si consulti http://startup.registroimprese.it/) del 120% passando da 1227 nel 2013 a 2716 nel 2014, mentre le startup finanziate crescono del 74% passando da 113 nel 2013 a 197 nel 2014. Al tempo stesso però si registra un netto incremento del ruolo svolto dagli investimenti fatti da soggetti non istituzionali – business angel, acceleratori e incubatori. Tuttavia l’intero ecosistema è solo agli albori e necessita ancora anni di rodaggio prima di poter competere con Stati Uniti, Israele e Germania.

Digitalizzazione PA. L’introduzione della PEC e del sistema di identità digitale (si consulti l’articolo precedente, ) rappresentano due grandi passi avanti per la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione al pubblico. La fatturazione elettronica ha consentito di velocizzare i rapporti commerciali con la pubblica amministrazione, nonostante siano ancora in pochi a conoscere i reali benefici. Purtroppo l’informazione e, soprattutto, la normativa legata a queste tematiche, presentano molte lacune: poche regole e processi ancora da ottimizzare. La sanità e la scuola digitale sono dei grandi punti interrogativi poichè vincolati dai finanziamenti (deliberati ma mai concessi oppure concessi e utilizzati male), da modelli oramai obsoleti, dal digital divide, dalla burocrazia lenta e da lobby e interessi politici che ne ostacolano lo sviluppo. Niente di nuovo..

 

Bilancio per il 2014 dell’Agenda Digitale? Quasi positivo. Si poteva fare decisamente meglio ma i cambi al governo e gli errori del passato hanno condizionato molto lo sviluppo del processo di digitalizzazione del Paese. Non sono attenuanti, bisogna piuttosto essere fiduciosi per il futuro, sperando che il 2015 rappresenti l’anno zero (l’ultimo anno zero) per la ripartenza.. ed è anche l’anno dell’EXPO.