L’intesa sul CCNL delle Agenzie di somministrazione tra riconferme e novità

Rossana Lonero

Rossana Lonero

E’ stata siglata lo scorso 11 settembre l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL delle Agenzie di Somministrazione, che vede Assolavoro e le rappresentanze sindacali di Uiltemp, Felsa e Nidil concordi su molti dei punti oggetto delle piattaforme sindacali presentate l’ottobre dello scorso anno.

Il rinnovo, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni con la firma della stesura definitiva del CCNL, interessa circa 470.000 lavoratori somministrati all’anno, 250.000 ogni mese (dati 2012).

L’obiettivo principale, come dichiarato dal Presidente di Assolavoro, Luigi Brugnaro, è “coniugare le esigenze di tutela per i lavoratori con quelle di flessibilità e di competitività delle Agenzie per il Lavoro e delle Imprese” e, ad una prima lettura, sembra le Parti siano riuscite a valorizzare ulteriormente uno strumento di “flessibilità buona” non ancora pienamente conosciuto ed apprezzato dal mondo delle imprese.

Confermando e migliorando quanto già previsto dal CCNL del 2008 attualmente applicato, le Parti hanno puntato a rafforzare le relazioni sindacali, in particolare con riferimento alle articolazioni territoriali, attraverso l’istituzione del Delegato Regionale di Agenzia (DRA) ed il rafforzamento del ruolo e dei compiti delle Commissioni Sindacali Territoriali.

Con riguardo ai lavoratori in somministrazione, l’ottica è quella di aumentarne i diritti e le tutele, anche attraverso il consolidamento delle misure di welfare. Ad esempio, è prevista la possibilità per le Agenzie di adottare, in alternativa al sistema di calcolo della paga oraria con divisore unico, il metodo della retribuzione mensilizzata applicato dall’utilizzatore.

Uno dei punti più interessanti dell’accordo riguarda il superamento della c.d. stabilizzazione obbligatoria  dei lavoratori: questa, infatti, viene abbandonata a favore di una soluzione esclusivamente incentivante della conversione. Una volta siglato l’accordo, l’obbligo di convertire a tempo indeterminato il rapporto di lavoro a termine che abbia superato specifiche soglie di durata (36 o 42 mesi) lascerebbe il posto ad una scelta dell’Agenzia, che godrebbe di un incentivo economico per ogni volontaria conclusione di contratto a tempo indeterminato, derivante o meno dalla conversione di un precedente contratto a termine, mediante le risorse stanziate dalla bilateralità (1000 le assunzioni a tempo indeterminato che, per ogni anno, potranno beneficiare del contributo). L’Agenzia, di contro, non potrà licenziare il lavoratore così assunto per giustificato motivo oggettivo nei primi 12 mesi dall’assunzione.

Modifiche riguardano anche la disponibilità del lavoratore a tempo indeterminato durante il periodo in cui non sia in missione presso alcun utilizzatore: a fronte di un aumento dell’indennità di disponibilità a 750 euro mensili lorde, per rendere la disponibilità maggiormente effettiva, intervengono specifiche norme disciplinari per regolare alcuni comportamenti del lavoratore, quale, ad esempio, il rifiuto non giustificato di una “proposta lavorativa congrua”, anche dovuta all’irreperibilità, che, se reiterato, comporta la risoluzione del rapporto.

Altresì confermata e migliorata rispetto ai tempi di attivazione e svolgimento, ai costi ed alle regole che disciplinano la possibilità della sua eventuale sospensione e riattivazione, risulta la procedura in caso di “mancanza di occasioni di lavoro”, che ogni Agenzia è obbligata a seguire nel caso in cui la ricollocazione di un lavoratore a tempo indeterminato presso un nuovo utilizzatore risulti impraticabile e si valuti, di conseguenza, il recesso per giustificato motivo oggettivo.

Altro aspetto saliente dell’intesa riguarda la bilateralità, elemento distintivo del settore e mezzo per molteplici forme di supporto a favore dei lavorati somministrati, dalla formazione al sostegno per la maternità e il reddito, dall’accesso al credito agevolato alle tutele sanitarie. E’ previsto un aumento dello 0,10% a carico delle Agenzie, in conseguenza del quale il contributo dovuto sarà lo 0,30% delle retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato.

Dulcis in fundo, una novità dell’intesa: la “somministrazione a tempo determinato con monte ore garantito” (MOG). Si tratta di una modalità di utilizzo della somministrazione a tempo determinato che sarà sperimentata in specifici settori (turismo, GDO, logistica, alimentare, agricoltura, TLC e servizi alla persona) allo scopo di aumentare il ricorso della somministrazione rispetto ad altri contratti flessibili.

Il contratto di lavoro potrà essere della durata minima di 3 mesi e dovrà garantire al lavoratore una retribuzione minima pari al 25% su base mensile dell’orario di lavoro a tempo pieno; l’attività lavorativa potrà essere richiesta in funzione delle effettive esigenze organizzative dell’utilizzatore, con preavviso di 24 ore e con riferimento ad una fascia oraria individuata in contratto (non superiore a 6 ore), in cui il lavoratore sarà tenuto ad essere disponibile alla chiamata, pena l’applicazione di provvedimenti disciplinari per l’assenza ingiustificata.