L’importanza dello stage

Marta De Nardi

Marta De Nardi

Lo stage viene definito come “Periodo di formazione e di apprendistato, dopo gli studi o prima di un’assunzione, che si trascorre in un ufficio, in un reparto, in una scuola o sim. per imparare l’attività o la professione che vi si svolge” (Corriere della Sera). Ciò che lo differenzia dal tirocinio è che il primo viene svolto volontariamente, il secondo invece è obbligatorio per portare a termine un percorso formativo.

Lo stage in questi anni ha assunto sempre maggior rilievo, soprattutto perché con la crisi, le possibilità di entrare nel mondo del lavoro per i giovani, attraverso assunzioni con contratti di apprendistato, si sono ridotte al minimo, per via dei costi che questi comportano. Lo stage invece, oltre a prevedere un rimborso minimo (secondo le disposizioni fatte da ogni singola regione), è uno strumento che permette grande flessibilità sia alle aziende, per provare a bassi costi i futuri lavoratori, ma nello stesso tempo anche agli stagisti, i quali possono provare a capire se la mansione che stanno svolgendo è effettivamente quello che vorrebbero fare nella vita… o almeno per iniziare!

Oggi sono molte le aziende che richiedono stagisti, ma sono sempre pochi i candidati che si propongono: questo perché i giovani stanno un po’ perdendo la voglia di mettersi in gioco, di imparare e fare esperienza, poiché sono certi di aver acquisito delle conoscenze durante il percorso di studi, e vorrebbero entrare nel mondo del lavoro in maniera più stabile, con contratti più remunerativi e duraturi.

Quello però che succede è che queste persone si ritrovano a distanza di anni dal diploma o dalla laurea, senza aver mai avuto un’esperienza di lavoro, cosa che sicuramente non andrà a loro vantaggio nelle selezioni che seguiranno.

Lo stage dovrebbe essere visto come un modo per fare quella che una volta veniva chiamata “gavetta” e che oggi si è un po’ persa con i passare del tempo: partecipare ad uno stage significa infatti fare esperienza in due ambiti importanti:

  • Acquisire competenze funzionali per svolgere una determinata mansione professionale;
  • Acquisire tutte quelle competenze che potremmo definire extra professionali, ovvero le dinamiche aziendali, il clima, le regole, i rapporti, … tutto ciò che comprende l’azienda in generale e che serve per “imparare a muoversi” nel mondo del lavoro.

Sono convinta che non sia semplice mettersi in gioco, percependo rimborsi economici a volte davvero limitati, ma lo stage è importante perché permette alla persona che lo svolge di crescere e potersi confrontare con il mondo del lavoro.

Inoltre è davvero uno strumento indispensabile, soprattutto per i giovani, per iniziare a lavorare: nella sola Regione Lombardia, nel 2012, il 41% degli stage/tirocini extra curriculari ha avuto come esito l’inserimento dei giovani, sia nelle aziende in cui essi hanno svolto il tirocinio, sia in altre aziende che si sono mostrate interessate ai profili degli stagisti, perché avevano dimostrato di aver fatto esperienza. Ciò dimostra che è uno dei principali canali d’ingresso nel mercato del lavoro, e che andrebbe sfruttato maggiormente, sia da parte delle aziende, che da parte dei lavoratori.