E’ possibile reinventarsi professionalmente?

Stefano Magliole

Stefano Magliole

In molte occasioni, su questo blog, abbiamo parlato di personal branding. E’ stato quindi con naturalezza che mi sono avvicinato alla lettura di “Reinventing you” scritto da Dorie Clark e pubblicato dall’HBR Press (Harvard Business Review).

Definisci il tuo brand. Immagina il tuo futuro. Questo è il sottotitolo di un libro che con precisione e pianificazione tipicamente anglosassoni guida il lettore verso la ridefinizione del proprio mondo professionale.

Non voglio dire troppo perché onestamente la lettura di questo libro è snella e scorrevole (personalmente ho impiegato due giorni a finirlo), e non voglio togliere il piacere della scoperta a chi vorrà seguire il consiglio. Vorrei limitarmi a studiarne l’approccio in modo da accompagnare verso il libro piuttosto che attraverso.

Dorie Clark è una consulente marketing; niente sorprese quindi, che si occupi di brand, anche se da un punto di vista personale e non business. Ed è, come racconta lei stessa, una mancata giornalista che venne licenziata il giorno prima del famoso 11 settembre. Questo significa due cose: da una parte che scrivere di brand, in quanto ex-giornalista ed in quanto consulente marketing, è il suo pane quotidiano. Dall’altra che si è trovata lei stessa, la mattina dopo essere stata licenziata, a reinventare se stessa ed il proprio futuro professionale.

In altre parole, la domanda a cui il libro tenta di dare una risposta è: come fa una giornalista a passare per una credibile consulente marketing? Quali sono i passi da compiere per coloro che, in qualsiasi momento della loro carriera, sentono i propri vestiti professionali, andare stretti? Pensiamo a imprenditori che entrano in politica, a giornalisti che diventano imprenditori, a personaggi pubblici che vogliono ridefinire la propria immagine. Ma pensiamo anche a giovani consulenti che hanno la necessità di risultare credibili nella loro professione (un consulente solitamente viene immaginato di lunga esperienza). La Clark, nel libro, ci presenta molte di queste storie; ci racconta casi di successo ma ci racconta anche gli errori commessi da coloro che non hanno saputo trasformarsi.

E tutto, in questo libro, ruota attorno al concetto di racconto. Se da una parte, infatti, è proprio il racconto, come affascinante arte affabulatoria, che permette al libro di scorrere velocemente, è anche attraverso il racconto che un professionista riesce a rivalutarsi, a reinventarsi, a riscoprirsi.

Ovvio che un ruolo fondamentale in questo contesto sia giocato dai social network che permettono una gestione della reputazione consapevole e precisa.  E, altrettanto ovvio, che non può essere un processo che si svolge dal giorno alla notte, soprattutto nel caso di professionisti ormai affermati in un determinato campo.

Abbiamo parlato di precisione e pianificazione; in realtà, ciò che colpisce maggiormente in queste pagine, è il pragmatismo, la concretezza. Ogni pagina scorre via come un nuovo passo avanti, come un’azione compiuta che prepara ad un’altra. Perché il cambiamento deve essere reale, pragmatico, concreto. Non si può iniziare un percorso simile solo perché scontenti del proprio lavoro: si inizia per immaginare un futuro, non per scappare da un presente.