Piccola mobilità: cos’è cambiato e cosa cambierà

Rossana Lonero

Rossana Lonero

Hanno destato sorpresa, e forse anche un po’ di confusione, le novità in materia di mobilità dei lavoratori e dei connessi incentivi con riguardo, in particolare, alla “piccola mobilità” (l. n. 236/1993).

La legge di Stabilità 2013 (l. n. 228/2012) non ha prorogato, infatti, la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità, a partire dal 1 gennaio 2013, per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro da imprese che occupano fino a quindici  dipendenti, per i quali non ricorrono le condizioni per l’attivazione delle procedure di mobilità.

La conseguenza di quanto previsto è che gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità a seguito di licenziamento individuale rimangono applicabili alle (sole) assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate entro il 31 dicembre 2012 (Circolare INPS n. 137/2012).

A partire dal 1 gennaio 2013, quindi, ai lavoratori già iscritti alle liste mobilità in seguito a licenziamento individuale negli anni precedenti al 2013 e ancora presenti in lista non sono più applicabili gli incentivi legati all’assunzione o alla proroga o alla trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a termine in atto.

E’, tuttavia, di qualche giorno fa la notizia pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro in cui si preannuncia l’emanazione di un apposito decreto che istituirà un incentivo specifico finalizzato alla ricollocazione di tali lavoratori.

Tale incentivo sarà attivabile da tutti i datori di lavoro che, nel corso del 2013 “assumano a tempo indeterminato o determinato, anche part-time o a scopo di somministrazione, lavoratori licenziati, nei dodici mesi precedenti l’assunzione, per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro”. Interessante notare che, nella news, il Ministero faccia esplicito riferimento alla somministrazione di lavoro, ancora una volta equiparata alle assunzioni dirette.

L’importo dell’incentivo sarà pari a 190 euro mensili (riproporzionato per le assunzioni a tempo parziale) per un periodo di 12 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato. Il medesimo importo sarà corrisposto per un massimo di 6 mesi in caso di assunzione a tempo determinato. Tuttavia, le imprese avranno diritto a riceverlo in ordine di presentazione della domanda e fino alla capienza delle risorse stanziate, pari a 20 milioni di euro.

Il Ministero non ha ancora chiarito se potranno richiedere l’incentivo all’INPS anche i datori di lavoro che abbiano assunto lavoratori della “piccola mobilità” prima dell’entrata in vigore del decreto stesso. L’intervento, tuttavia, è sicuramente necessario al fine di non penalizzare i lavoratori licenziati dalle piccole aziende che non possano accedere alle procedure di mobilità ex l. 223/1991.

Con riferimento alla mobilità, appare utile ricordare, in ogni caso, che gli anni dal 2013 al 2016 costituiscono un regime transitorio per il passaggio dal vecchio al nuovo sistema di prestazioni a tutela del reddito, che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, vedrà l’abrogazione del collocamento dei lavoratori in mobilità, della lista di mobilità e dell’indennità di mobilità, sostituite dall’ASpI o dalla mini-AspI, anche per lavoratori provenienti da una procedura di licenziamento collettivo.