Rinnovo del CCNL delle Agenzie di Somministrazione: a che punto siamo?

Rossana Lonero

Rossana Lonero

A seguito della presentazione delle piattaforme sindacali nel mese di ottobre dello scorso anno, ha preso formalmente avvio il percorso di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Agenzie di somministrazione del 24 luglio 2008.

Dopo oltre quattro anni di vigenza contrattuale, proseguono le trattative per il rinnovo che, come si legge nelle piattaforme dei tre sindacati di categoria, è mirato alla “manutenzione” del Ccnl, il quale, dunque, non subirà grandi stravolgimenti.

Prima di entrare nel merito di alcune delle principali proposte avanzate da parte sindacale, è importante sottolineare la visione d’insieme sulla somministrazione di lavoro che emerge dalla lettura delle piattaforme. Felsa-Cisl e UilTemp, che hanno presentato una piattaforma identica sotto tutti gli aspetti, sottolineano come la somministrazione abbia rappresentato in questi anni “l’unico esempio positivo di flessibilità contrattata”. Anche Nidil, il sindacato di categoria della Cgil, sebbene non adotti la medesima espressione usata dalle altre sigle sindacali, evidenzia comunque l’impianto fortemente innovativo del Ccnl del 2008 e la conseguente esigenza esclusivamente manutentiva dello stesso, partendo dall’esame della sua attuazione e dei risultati ottenuti finora.

Quattro i temi centrali del rinnovo: diritti e relazioni sindacali, diritti d’informazione, stabilizzazione e bilateralità. Nessuna richiesta di particolare rilievo è da segnalarsi, invece, per quanto riguarda la parità di trattamento dei lavoratori somministrati rispetto ai lavoratori “diretti”, principio ormai consolidato e rafforzato dal d.lgs. n. 24/2012, attuativo della direttiva europea del 2008.

Con riferimento al primo tema, i sindacati propongono, in particolare, una regionalizzazione delle rappresentanze, attraverso la trasformazione della Rappresentanza Nazionale di Agenzia in Rappresentanza Regionale, oltre alla riduzione della soglia necessaria per la costituzione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali dei lavoratori somministrati nelle aziende utilizzatrici (un RSA per ogni 15 lavoratori impegnati in missioni di almeno 2 mesi, invece che ogni 20 lavoratori somministrati per più di 3 mesi). Inoltre, al fine di rafforzare le relazioni sindacali, si propone che vengano organizzati, con cadenza semestrale, incontri tra i sindacati e le filiali delle Agenzie a livello provinciale sui temi dell’andamento occupazionale e del mercato.

Il diritto d’informazione viene affrontato con una duplice finalità: maggiore trasparenza nei confronti del sindacato e maggiore consapevolezza dei propri diritti, anche economici, da parte dei lavoratori somministrati. Le tre sigle, infatti, chiedono che aumenti il flusso informativo di dati ai sindacati a livello territoriale e a livello nazionale e, con riguardo ai lavoratori somministrati, che venga consegnato loro, al momento dell’assunzione, un modulo informativo su tutti i loro diritti, inclusi il diritto di precedenza per le lavoratrici in maternità ed i premi aziendali eventualmente previsti dalla contrattazione di secondo livello dell’azienda utilizzatrice.

La vera novità del rinnovo potrebbe riguardare l’abolizione dell’obbligo di stabilizzazione dei lavoratori somministrati assunti a tempo determinato, che verrebbe sostituito da un sistema incentivante: tale richiesta, avanzata da parte sindacale allo scopo di garantire ai lavoratori somministrati una maggiore continuità e stabilità, mira ad evitare che, prima della scadenza dei 36 (o 42) mesi, le Agenzie ricorrano ad altri lavoratori proprio per non incorrere nell’obbligo di assunzione a tempo indeterminato. Tale proposta sarà plausibilmente valutata positivamente da Assolavoro, la parte datoriale firmataria del Contratto, in quanto consentirebbe a lavoratori ed Agenzie di proseguire proficuamente e con maggiore stabilità la propria collaborazione, senza dover procedere a “sostituzioni forzate”. Con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato, inoltre, i sindacati di categoria chiedono l’aumento dell’indennità di disponibilità dagli attuali 700 a 1180 euro mensili, pari all’importo massimo dell’indennità ASpI, nonché la revisione della procedura c.d. Art. 23-bis, ossia della procedura di confronto sindacale diretta alla definizione di accordi per la promozione di percorsi di riqualificazione professionale in mancanza di occasioni di lavoro.

Con riguardo alla bilateralità, i sindacati chiedono l’aumento del contributo Ebitemp dall’attuale 0,20 allo 0,50 ed un aumento delle prestazioni in favore dei lavoratori somministrati (ad esempio, del contributo per asilo nido e dell’indennità sostitutiva di maternità).

La rivisitazione dell’Accordo sull’apprendistato in somministrazione del 5 aprile 2012, la costituzione di una banca dati con i nominativi ed i CV dei lavoratori somministrati, il rafforzamento del ruolo della formazione sono alcuni degli altri temi al centro del rinnovo del Contratto che, date le premesse, dovrebbe essere siglato entro il primo semestre di quest’anno. Comunque si concludano le trattative, l’auspicio è che il lavoro in somministrazione non ne esca appesantito, vedendo confermato il ruolo di flessibilità positiva che gli è, ormai, da tutti riconosciuto.