Cercate un lavoro normale? Cari miei, avete sbagliato epoca.

Franz Iacono

Franz Iacono

Perché una persona normale, con un’istruzione normale, qualità normali e aspirazioni del tutto normali, oggi non riesce a trovare uno straccio di lavoro che si possa definire “normale”?

Lo spiega bene, dalle colonne (digitali) del New York Times, Thomas Friedman in un post uscito a febbraio e ora considerato già un classico: “Average Is Over”. (Noterete che traduco “average”, un po’ con “medio” e un po’ con “normale”, a seconda di come gira meglio la frase.)

Se considerate quanto è facile per un’impresa accedere a manodopera straniera a buon mercato, a software clonati e ad automazioni a prezzi stracciati, concluderete che le possibilità di trovare lavoro per chi ha scelto di restare nella media, sono piuttosto ridotte. Friedman dice addirittura: nulle.

Per chiarire meglio, Friedman riporta questa storiella: “Oggi un cotonificio standard ha solo due addetti. Un uomo e un cane. L’uomo deve dare da mangiare al cane, e il cane è lì per impedire all’uomo di avvicinarsi ai macchinari.”

Tanto per ricordare qual è la nostra appetibilità in un contesto industriale in cui i lavori “normali” sono sempre più ed efficacemente svolti dalle macchine.

Cosa intende dire Friedman? Che oggi per trovare un lavoro bisogna essere dei geni? Per carità. Bisogna semplicemente essere qualificati e poi aggiornarsi continuamente. Ciò vale per i più fortunati, che stanno lavorando, e ancora di più per quelli che sono momentaneamente disoccupati, che rischiano altrimenti di vedere le possibilità di impiego allontanarsi sempre di più.

Una brutta notizia per molte famiglie italiane, che credono sempre meno all’importanza della formazione per i propri figli (pensate al crollo delle immatricolazioni: 293.000 del 2009/10  contro le 338.000 del 2003/04). E una pessima notizia per lo Stato, che tagliando i fondi per il diritto allo studio e riportandoli ai livelli di 10 anni fa, ha causato un danno irreparabile.

L’attuale recessione, in quanto situazione straordinaria, passerà fra qualche anno. Un giovane che resta senza una buona formazione e professionalità, resterà “nella media” per sempre. Se c’è da fidarsi di Friedman, non ci sembra una bella prospettiva.