La follia dei partiti

Laura Premoli

Laura Premoli

I partiti sono importanti associazioni di privati cittadini che hanno in comune idee e passione per governare il Paese. La loro presenza è essenziale per il funzionamento degli stati democratici, pertanto, non sarebbe un azzardo dire che se l’Italia è una società che non funzione, gran parte della responsabilità è dei partiti, e della loro follia. Essi, il pronome li comprende tutti anche quello online del Falstaff nostrano, sono proprio pazzi e non lo sanno. Infatti solo i pazzi fanno sempre le stesse cose (coazione a ripetere) aspettandosi e facendoci credere in buona fede di ottenere risultati diversi. Invece i risultati, chiunque sia il partito o la coalizione che governi, sono sempre gli stessi da 20 anni: più debito pubblico, più tasse e più spese inutili. D’accordo, sembra il solito ritornello dell’antipolitica, ma non è così, invece di criticare, condannare, esorcizzare, ci poniamo la domanda:” perchè gli eletti a governare, fanno tutti, sempre le stesse cose? Forse perché la politica in questo Paese, è esercizio di potere autoritario, il cui fine è l’appropriazione e la distribuzione (inutile dire chi sono i beneficiari) di risorse pubbliche con i mezzi illegali ma artigianali della I° Repubblica, e nei modi più fantasiosi ma di tipo industriale della II° Repubblica. Invece delle tangenti, con le risorse pubbliche si costituiscono società miste (hanno imparato dai matrimoni), si creano migliaia di posti in consigli di amministrazione che servono solo … mi fermo qui altrimenti rischio di fare la brutta copia di Travaglio.

Passiamo invece alle soluzioni di cui invece i partiti non parlano, troppo impegnati a fare atti di contrizione, studiare strategie di comunicazione, nomi nuovi, jiingle musicali, come fossero tanti product manager di P&G. Pensano di cavarsela con dei maquillage come se i loro partiti e partitini fossero dei grandi brand a cui basta fare qualche riparazione di marketing, per poi tornare a vincere sul mercato. Saranno accolti con l’imprecazione di Rigoletto “ buffoni e cortigiani (partiti) vil razza dannata”.

Ma parliamo delle soluzioni che devono trovare i partiti per non diventare banali associazioni di mutuo saccheggio o inutili associazioni che delegano ad altre associazioni, decisioni che gli competono.

La scorsa settimana la bella e intelligente Lilli Gruber conduttrice di un programma su La7 ci ha regalato un duetto straordinario, tenore Oscar Giannino, baritono il prof. Salerno Aletta che in un crescendo di rara intelligenza ha terminato il controcanto dichiarando che il compito degli eletti, non è di amministrare ma di controllare. Ecco l’ancora di salvezza per i partiti. Essi, tutti, anche Faltaff, dovranno indicare come eserciteranno l’azione di governo. Se continueranno a fare i finti manager e gli ancor più finti imprenditori con le risorse pubbliche o se saranno in grado di esercitare un vero governo forte in quanto istituzione centrale che prende le decisioni importanti e delega alle realtà profit e no profit il cosiddetto fare. Questa decentralizzazione non rappresenta una diminuzione della forza di chi governa ma al contrario l’aumenta, perché non solo il politico eletto può concentrarsi sulle decisioni da prendere, ma deve controllare la performance di chi le rende operative. E per farlo non ci si improvvisa, bisogna imparare. Anche per questo non sarà facile per i partiti cambiare mentalità. Sono inquinati dalla follia di fare e ripetere le stesse cose, soprattutto costituire società e consigli di amministrazione per erogare l’acqua, coordinare aeroporti che non hanno bisogno di essere coordinati, gestire servizi ai cittadini che, invece dovrebbero essere appaltati a imprese sociali e no profit.

Il rinnovamento del paese passa necessariamente dal rinnovamento della politica, prima si comincia e meglio sarà per tutti.