La chiave della meritocrazia

Stefano Magliole

Stefano Magliole

Quando centocinquant’anni fa, dopo aver fatto l’Italia, ci si mise in testa di fare gli italiani, le scuole erano poche; chi poteva permetterselo studiava a casa, chi non poteva, non studiava. E qualcuno (io no, io non c’ero…) ricorderà un’Italia illetterata che ha iniziato a leggere e scrivere solo grazie alla televisione.

Noi come cittadini ci formiamo nelle scuole; al di là della storia e dell’educazione civica. Ci formiamo come approccio alla vita quotidiana, come strumento di comparazione con gli altri, come persone nella società. 

Parto da queste considerazioni per conversare del “Pacchetto merito”, come è stato etichettato, il disegno ideato dal ministro Profumo per avere un sistema premiante; una scuola ed un’università che vogliono premiare i più meritevoli.

Il percorso disegnato dalla riforma parte dalle scuole superiori dove i Presidi dovrebbero individuare lo studente più meritevole che avrà uno sconto sull’iscrizione all’università e termina con le imprese che potrebbero usufruire di sgravi fiscali per l’assunzione chi è stato più bravo. Nel mezzo borse di studio e qualche anno risparmiato per entrare nel mondo del lavoro.

Il tema è stato affrontato recentemente da un video del Corriere TV:

Una riforma non perfetta ma sicuramente un buon punto di partenza per un’Italia premiante.

Una scuola premiante cambierebbe completamente il nostro modo di guardare alla vita e probabilmente getterebbe la basi per far sì che realmente questo Paese possa uscire dalla crisi; perché solo un salto di mentalità può darci la spinta per ritrovare quello spirito di eccellenza che abbiamo dimenticato. Un sistema molto meno amaro delle medicine che poi diventano necessarie.

  • adriana bonaccorsi

    Finalmente anche in questo blog si pubblica un articolo sulla meritocrazia? E delle vostre aziende del sud dove mettete a lavorare i figliocci dei politici in carica cosa ne pensate…?