Dai loro frutti li giudicherete

Laura Premoli

Laura Premoli

Le due nomine al vertice Rai proposte dal Capo del Governo sono una vera lezione di management e il fatto che politici e star televisive abbiano risposto con maleducazione e rimproveri di varia natura, dimostra quanto gli uni e gli altri siano a digiuno delle più elementari conoscenze di come si governa una grande organizzazione.
Il maggior rimprovero consisterebbe nel fatto che le persone scelte dal Prof. Monti non siano esperte di televisione pertanto sarebbe stato meglio, a giudizio di importanti esponenti politici, scegliere professionisti che conoscono il mezzo come Santoro o Freccero.
Sarebbe facile rispondere che a nessuno negli Stati Uniti, patria della televisione, sarebbe venuto in mente di candidare Marshall McLuhan, il più autorevole studioso di mass media colui che ha svelato gli effetti sulla psiche umana del medium freddo televisivo, a guidare una broadcasting company, o affidare tale incarico a un rinomato anchor man televiso come Walter Cronkite.
Sarebbe facile rispondere con un antico e saggio adagio milanese, ofele fa el to meste, (pasticciere fai tuo mestiere) oppure ricordando il principio di Peter Laurence che negli anni ’60 aveva anticipato tutti con la sua teoria che le persone che in un organizzazione fanno carriera, raggiungono col tempo e con le promozioni il massimo grado di incompetenza.
Si potrebbe anche rispondere che l’uomo che porta il pullover blu non sia mai stato in un’officina e che probabilmente, nonostante sia l’amministratore delegato di Fiat da parecchi anni, non conosca la differenza fra come si guida sul ghiaccio da come si guida in autostrada. Ma sa far di conto, conosce e misura le persone.
E poi signori giornalisti e signori politici non avete mai sentito parlare della differenza tra fare e dirigere? Chi dirige non fa. Chi dirige sa che il proprio ruolo consiste nel facilitare il lavoro dei collaboratori, sa delegare compiti e responsabilità operative ma non sacrifica le proprie nel nome di una parola di moda come empowerment. Sa che tutti sono ugualmente necessari al successo dell’impresa dal fattorino al direttore generale, sa che promozioni e compensi non si basano su fattori esterni come privilegi politici o ereditari ma su criteri di razionalità, motivazione delle persone e convenienza per l’impresa. Chi dirige è perfettamente al corrente che il suo problema coincide con il problema delle moderne organizzazioni, che non è solo saper fare meglio di altri, ma saper valutare correttamente la performance a ogni livello di responsabilità. Chi dirige sa e quando non sa chiede aiuto e impara non a fare qualcosa o a realizzare un manufatto, ma a dirigere meglio.
Per capire la scelta di Mario Monti bisogna guardare ai fondamentali. Cosa fanno i vertici di una grande società? Che sia pubblica o privata poco importa, il loro scopo è duplice: da una parte c’è il cliente, nel caso Rai il telespettatore il quale pagando l’abbonamento ha il diritto di ricevere un servizio all’altezza delle sue aspettative, dall’altra c’è il conto economico e la capacità dell’impresa di creare ricchezza. Sul crinale di questo duplice scopo ci sono gli obiettivi che fanno parte della missione aziendale e dell’investitura presidenziale. Chi dissente dalle scelte e non conosce gli obiettivi farebbe meglio a stare zitto. Perché è su quella traccia che i curricula dei due candidati alla presidenza e alla direzione generale della Rai sono stati ritenuti idonei. Il loro operato, parafrasando Luca che riporta una frase di Gesù sarà giudicato dai frutti; una regola che vale per tutti anche per chi sceglie le persone e conferisce gli incarichi.
Chissà se gli obiettivi di soddisfare il gusto del pubblico e centrare il conto economico, che sono prioritari, ma non i soli di una grande impresa, e in particolare non possono esserlo per una impresa come la Rai, sono anche accompagnati da responsabilità sociale che consiste da parte del management nell’assumere la totale responsabilità dell’impresa per l’impatto sulle persone che vi lavorano, sull’ambiente, sui clienti,/ telespettatori, e chiunque vi entri in contatto.
Ma questa è un’altra storia di cui riparleremo presto.