Ci serve una guida

Gabriele Pillitteri

Gabriele Pillitteri

Le parole della settimana che vorrei incastonare nel libro dei ricordi sono uscite dagli schermi televisivi durante la trasmissione di Santoro. Ieri sera dalla bocca del famoso conduttore sono zampillate parole nuove che mai sono state udite nella trasmissione più politicizzata della televisione italiana e forse neppure nei più accesi dibattiti, così come  nei più mondani talk shows. Ci serve una guida.

Peccato che il rumoroso e qualificato parterre di noti giornalisti, brillanti architetti e intelligenti liberi pensatori, non abbia colto le parole del conduttore. Troppo focosi, troppo concentrati sul proprio posizionamento di comunicazione per accorgersi di una novità che li avrebbe costretti a ripensare quello che avevano già messo in scaletta. Mentre dai servizi girati sui luoghi del sisma giungevano voci dignitose: “abbiamo bisogno di sostegno, per favore non di parole vuote”.

Non si faticava a cogliere fra le parole pronunciate dagli sventurati, il bisogno di una guida morale, una guida che rassicuri e trasmetta energia.

Nel repertorio linguistico e concettuale della politica e della società italiana parole come “ci serve una guida” e come contrappunto “noi/io sono la guida”, non trovano spazio. Credo di sapere perché. Perché tutti si vergognano anche solo a pensarle. Provate a immaginare Alfano, Bersani, Di  Pietro, Casini, Maroni, Vendola, Grillo (tutti maschi) che pronunciano questa frase: “io mi candido a diventare  la guida per il mio Paese.” Ci credereste? Infatti nessuno vuol correre il rischio di essere mandato a quel paese.

Tuttavia, se quei signori volessero fare seriamente un servizio al Paese, invece di candidare le loro inutili persone, statisti che il mondo intero non ci invidia, dovrebbero cercare, selezionare e proporre chi ha la determinazione e il coraggio di dire “cercherò, con l’aiuto di tutti voi di essere una guida  per il mio Paese.” Questo sarebbe un passo indietro che farebbe fare un passo avanti al nostro Paese.

Nel caso, improbabile, che seguissero il consiglio, aggiungerei una raccomandazione. Cercate fra le donne.

Nel periodo peggiore in cui è venuta a trovarsi l’Inghilterra nel dopoguerra, il suo popolo ha fatto ricorso a una donna, Margaret Tatcher, che ha mostrato l’altra faccia del gentil sesso: fermezza, carattere e coraggio, che forse solo Winston Churchill eguagliò in tempi lontani e burrascosi.

Per uscire dalla crisi che non è solo economica e per questo durerà parecchi anni, abbiamo bisogno di un leader donna non foss’altro per il fatto che fino ad oggi a Palazzo Chigi e dintorni si sono visti solo maschi in una percentuale impressionante, forse  temendo una maggior presenza femminile. Abbiamo bisogno di una donna, leader efficace che esprima la visione e la volontà comune insieme a forti convinzioni sostenute dalla coerenza.

Dovrà sottoporre all’attenzione dei cittadini le questioni chiave, e proporre scelte fondamentali per il Paese di cui si assumerà la responsabilità di realizzarle con efficacia. In una parola governare.

  • amico vitt

    Sono d’accordo, in questo momento mi pare – lo dico con ammirazione – che solo le tre donne ministre Cancellieri, Severino e fornero abbiano la necessaria calma, determinazione e fermezza per guidare il paese.