Economia e lavoro

Gabriele Pillitteri

Gabriele Pillitteri

Quello che segue è il quadro informativo dell’economia italiana e del mercato del lavoro offerto dall’andamento degli indicatori economici del periodo dicembre 2009  maggio 2011.

Crescere, non crescere.

Il PIL italiano continua a rimanere in una forbice di crescita gracile. Dopo il picco negativo del IV trim 2009 pari a – 2,7 %,  la crescita oscilla nei trim successivi fra lo 0,9 % e l’1,6 %.  Mentre la crescita nell’area euro dopo la discesa di – 0,6  %  nel IV trim 2009, si è mossa nella forbice dall’1,9%  al 2,5 %.

I consumi privati sia nell’area euro che in Italia hanno un andamento piatto, contenuto nell’area euro fra lo 0,8% e l’1,1%  e in Italia fra lo 0,6% e lo 0,7%.

Alla voce investimenti l’Italia batte l’area euro con una oscillazione fra il 2,8% e il 4,5% (forte concentrazione in Lombardia) contro una forbice fra lo 0,2% e l’1,2% nell’area euro. Di contro l’area euro contiene il costo del lavoro sotto l’1,6%  mentre in Italia per tre trimestri è stato sopra il 3 % .

La produzione industriale nell’area euro presenta un andamento negativo con una discesa regolare, senza picchi dal +9,8% di maggio 2010 al 4% di maggio 2011. Analogo andamento per l’Italia che passa dal + 7,5 % al +1,8% nello stesso  periodo.

Invece  ordinativi dell’industria, fatturato ed export sono tutti positivi con una forte predominanza della componente estera. Negativo il trend dell’import, ma rimane su livelli assoluti non compensati dall’export. Negativo il commercio al dettaglio sia nell’area euro che in Italia.

In sintesi possiamo dire che l’economia cresce ma non abbastanza per generare nuova ricchezza; i trend indicano che dopo il forte recupero del 2010 la spinta propulsiva si è appannata, ma solo momentaneamente in quanto ordinativi e fatturato dell’industria che si muovono positivamente e in tempi diversi rispetto  alla produzione industriale prefigurano una ripresina nella parte finale dell’anno.

La previsione del futuro andamento economico è di non riuscire a crescere come la media dell’area euro. Ormai il paese sta consolidando la sua posizione di debolezza cronica la cui prospettiva  è  “crescita non crescita”.

Lavoro, non lavoro

Il mercato del lavoro è lo specchio del declino; il tasso di attività nella popolazione 15-64 anni è stabile al 62% mentre nell’area Euro è del 71,5%. Per la popolazione15-24 anni nell’area euro il tasso di attività è del  42%, in Italia solo del  28%.

Il tasso di occupazione della popolazione 15- 64 anni nell’area euro è stabile al 64,2% mentre in Italia è stabile al 57%. Negativo invece l’andamento del tasso di occupazione della popolazione 15-24 anni che passa dal 21% al 19,6% in Italia, mentre rimane stabile nell’area euro al 34%.

Miracolo. Il tasso di disoccupazione nella fascia d’età 15-64 anni nell’area euro è stabile al 10% mentre in Italia è in leggera diminuzione dal 8,4% al 8,1%. Il miracolo non si ripete nella fascia d’età 15-24 anni che presenta un andamento stabile nell’area euro sul 20 % e un andamento in crescita in Italia dal 26,7% al 28,9%. Viene spontanea una domanda: “che prospettiva può avere un mercato del lavoro dove c’è un numero di occupati nella fascia 15-64 anni inferiore di 7 punti percentuali alla media dell’area euro?” Immediata la risposta:” più lavoratori nella fascia 15-24 anni”. Allora perché in tale fascia, invece aumenta la disoccupazione che arriva quasi al 30 % ? La risposta è nel paradigma  tutto italiano “ lavoro, non lavoro”.

I lavoratori interinali sono  in aumento: dic 2010 numero interinali  269300 su dic  2009 numero interinali 227600 (+18%  e + 30% di ore lavorate); maggio 2011 numero interinali 267400 su maggio 2010 numero interinali  235500 (+14%  e + 25% di ore lavorate ). Questi dati indicano un trend positivo che riporterà a fine anno o al più tardi nella prossima primavera il numero di interinali ai livelli di luglio giugno-luglio 2008.